Tutto sull’uso dei concimi organici

Consiglio  |  10/02/2026

I concimi organici svolgono un ruolo essenziale nella nutrizione delle piante. Apportano direttamente elementi nutritivi immediatamente disponibili, come azoto, fosforo o potassio, stimolando al contempo la vita microbica e la struttura del suolo. Prodotti naturali come il guano, la farina d’ossa, la borlanda, la pollina, i liquami o i digestati permettono una crescita rapida e una resa immediata, integrandoti armoniosamente nel terreno. Tuttavia, la loro efficacia dipende sempre dalla salute del suolo: un terreno ben strutturato e vivo favorisce l’assimilazione dei nutrienti, mentre un suolo fragile limita l’efficacia di qualsiasi apporto. Da non confondere con gli ammendanti, che agiscono soprattutto sulla struttura e la vitalità del suolo. Il loro ruolo è quello di ripristinare durevolmente la fertilità naturale del terreno, affinché possa nutrire le piante in modo autonomo. Al contrario, il concime nutre principalmente la pianta. Per saperne di più sulle differenze, consultate la nostra scheda: Fertilizzante organico, ammendante organico, concime organico: azioni diverse?

Tutto sull’uso dei concimi organici: le vostre domande

I concimi organici si presentano in diverse forme fisiche adatte alle modalità di applicazione.

Si trovano in particolare sotto forma di pellet o granuli, facili da mescolare alla terra o da interrare leggermente durante le lavorazioni del suolo. Spesso derivano da polpe di frutta, panelli o compost. Esistono anche in forma polverosa o sfusa, come le farine animali o la vinaccia. Queste forme “secche” vengono applicate al suolo con spandiconcime: spandiconcime centrifugo, a tavola o a nastro. Infine, alcune formulazioni sono disponibili in forma liquida, applicate in campo tramite spandiconsime a barre o a calate, come nel caso della pollina, del liquame o del digestato.

Il momento dell’applicazione varia a seconda della coltura. In generale, si raccomanda di distribuire il concime prima della ripresa vegetativa, a fine inverno o all’inizio della primavera per le colture perenni, e prima della semina o del trapianto per le colture annuali.

L’apporto di un concime organico sulla vite si effettua principalmente in autunno o a fine inverno, a seconda della sua composizione e della velocità di mineralizzazione. I prodotti ricchi di sostanza organica stabile e a lenta mineralizzazione (letame compostato, vinaccia, farine animali) sono preferiti in autunno per mantenere la fertilità del suolo e preparare la ripresa primaverile. Al contrario, le formule con un contenuto più elevato di elementi fertilizzanti rapidamente disponibili (azoto, fosforo, potassio) si utilizzano piuttosto a fine inverno o in primavera, per sostenere il vigore e la crescita della vite. La scelta del momento dell’apporto dipende quindi dal contenuto del prodotto in elementi nutritivi e sostanza organica, che ne condiziona il rilascio nel terreno e l’efficacia agronomica.

Di origine animale

  • Letami compostati (bovino, ovino, equino, avicolo)
    ➜ Molto ricchi di sostanza organica stabile, azoto organico a rilascio lento.
  • Farine animali (carne, piume, pesce, sangue)
    ➜ Elevati contenuti di azoto (dal 6 al 14% N), azione da rapida a intermedia.
  • Pollina / Guano
    ➜ Ricchi di azoto (4-8% N) e fosforo (3-6% P₂O₅), effetto rapido.
  • Liquami e digestati (da biogas)
    ➜ Forme liquide, azoto rapidamente assimilabile, sostanza organica più ridotta.

Di origine vegetale

  • Vinacce, trebbie, compost vegetali
    ➜ Fonti di sostanza organica e microelementi, mineralizzazione lenta.
  • Panelli vegetali (colza, ricino, soia, ecc.)
    ➜ Azoto medio (5-7% N), rilascio progressivo, molto utilizzati in viticoltura biologica.
  • Borlande di barbabietola / canna
    ➜ Ottima fonte di potassio (5-8% K₂O) e azoto organico, spesso liquide.

Le forme migliori di concime organico dipendono dall’obiettivo ricercato : I pellet o granuli sono i più versatili: facili da spandere, assicurano un rilascio regolare dei nutrienti e una buona omogeneità di applicazione, ideali per la vite o le colture perenni. I compost e i prodotti ricchi di sostanza organica stabile sono adatti per le concimazioni di fondo, per mantenere nel tempo la fertilità e la struttura del suolo. Infine, le forme liquide (digestati, borlande o estratti organici) sono preferite per apporti rapidi e mirati, specialmente in fase di ripresa vegetativa o in fertirrigazione.

Per valorizzare correttamente un concime organico, il pH ideale del suolo si attesta tra 6,0 e 7,0, ovvero da leggermente acido a neutro.

Perché questo pH è ottimale?

  • Massima attività microbica: sono i microrganismi a decomporre la sostanza organica. La loro attività cala drasticamente sotto il pH 5,5 o sopra il 7,5.
  • Mineralizzazione efficace: l’azoto organico viene rilasciato in forma assimilabile (NH₄⁺ puis NO₃⁻) solo se questi microbi lavorano correttamente.
  • Disponibilità dei nutrienti: a un pH di 6-7, gli elementi P, K, Ca, Mg e i microelementi sono generalmente ben disponibili.

La scelta di un concime organico dipende innanzitutto dai fabbisogni del suolo e della coltura, ma anche dalla composizione del prodotto e dalla sua velocità di mineralizzazione.

Un terreno povero di sostanza organica richiederà un prodotto ricco di sostanza organica (SO) stabile (compost, vinaccia, letame compostato) per migliorare la struttura e la vita microbica. Al contrario, per stimolare rapidamente la vegetazione, si privilegeranno formule più concentrate in elementi fertilizzanti disponibili (farine animali, pollina, digestati).

Il pH del prodotto, la sua forma fisica (pellet, polvere, liquido) e la modalità di spandimento devono inoltre essere adattati al tipo di suolo e alle attrezzature disponibili.

In sintesi, un buon concime organico combina valore fertilizzante, contenuto di sostanza organica, equilibrio NPK e facilità di applicazione, al fine di garantire sia l’efficacia immediata che la sostenibilità della fertilità del suolo.

I concimi organici sono essenziali per mantenere la fertilità e la vita dei suoli, grazie al loro apporto di sostanza organica e al rilascio progressivo dei nutrienti, limitando al contempo le perdite per lisciviazione. Alcune colture ad alta resa necessitano tuttavia di elementi minerali rapidamente disponibili (azoto, fosforo, potassio) per garantire la loro produttività. I concimi minerali rispondono a questo bisogno, ma la loro produzione si basa spesso su risorse non rinnovabili, difficilmente accessibili e con un’impronta di carbonio elevata, potendo squilibrare il suolo e danneggiare la biodiversità. Un approccio combinato, che privilegi l’organico per il mantenimento del suolo e il minerale per i fabbisogni puntuali, permette di ottimizzare resa, qualità e sostenibilità ambientale. Questa fertilizzazione integrata (combinazione di materie fertilizzanti organiche, minerali e biostimolanti) rappresenta una via di sostenibilità e di performance economica per l’agricoltura.

Presso OvinAlp esistono anche forme di fertilizzanti combinati o organo-minerali, che permettono di rispondere al bisogno di nutrizione rapida con un rilascio più progressivo degli elementi.

Trovare l’equilibrio tra performance agronomica e suolo vivo

Nutrire efficacemente le colture senza impoverire i suoli è oggi una delle grandi sfide dell’agricoltura. La performance agronomica non può più essere dissociata dalla vitalità biologica del suolo: è da questo equilibrio che dipendono la regolarità delle rese, la resilienza delle colture e la sostenibilità dei sistemi di produzione. Alcune soluzioni organiche permettono proprio di conciliare queste due esigenze. Basandosi su materie prime naturali e su processi rispettosi della vita, esse accompagnano la nutrizione delle piante rinforzando al contempo la struttura e l’attività biologica dei suoli.

È in questa logica che è stato concepito Ovitonic. Formulato a partire da letame di pecora rigorosamente selezionato nelle Alpi (IGP Sisteron) e compostato per dodici mesi secondo un processo certificato ISO 14001, è arricchito con polpe di frutta, proteine animali idrolizzate, potassio e magnesio. Questa combinazione apporta una nutrizione equilibrata, sostenendo al contempo la mineralizzazione naturale della sostanza organica e la formazione di un humus stabile.

Grazie a una pellettatura a freddo, senza coadiuvanti, Ovitonic preserva l’integrità dei suoi componenti e assicura un rilascio progressivo dei nutrienti nel terreno. Questa diffusione controllata favorisce un’assimilazione regolare da parte delle piante, stimolando durevolmente la vita microbica. Applicato in autunno o in inverno, prepara il suolo per la ripresa vegetativa primaverile, sostiene il riavvio delle colture e contribuisce alla regolarità delle prestazioni. La sua concentrazione permette di ridurre le dosi rispetto ai concimi organici sfusi, semplificando le operazioni di spandimento e limitando i vincoli logistici.

Ovitonic si inserisce così in un approccio globale alla fertilizzazione, dove il suolo e la pianta sono considerati come un insieme indissociabile, per colture più equilibrate, più resilienti e produzioni di qualità.